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No Brown M&M's
No Brown M&M’s

Eccessi e stravaganza sono sempre andate a braccetto nel mondo del rock: spesso dietro a testi duri e look trasgressivi si nascondono primedonne scaramantiche e viziate disposte a scenate isteriche qualora ne vengano disattese anche le più banali aspettative.

Proprio su questa lunghezza d’onda, venne percepita la volontà, da parte della band americana hard-rock dei Van Halen, di inserire una curiosa clausola nella parte tecnica del contratto che legava il gruppo alla locale organizzazione dei concerti: in una nota si prevedeva la presenza nel backstage di una grossa ciotola contenente M&M’s di tutti i colori tranne il marrone: un eventuale inadempimento da parte dell’organizzazione avrebbe messo la band nelle condizioni di poter decidere se cancellare o meno lo show pur mantenendo il compenso pattuito.

Il punto di non ritorno fu il concerto che avrebbe dovuto tenersi il 30 marzo 1980 alla Colorado State University, Pueblo, CO. Il palco non resse il peso dell’attrezzatura provocando $85000 di danni al pavimento della palestra. David Lee Roth e gli altri componenti della band si accorsero che nella ciotola c’erano anche delle M&M’s marroni contrariamente a quanto previsto nel contratto: inveirono contro l’organizzazione e sfasciarono il camerino.

Pueblo Concert Ticket
Pueblo Concert Ticket

Quella che a prima vista può apparire come una delle tante frivolezze degli anni 80 in realtà si dimostrò un’intelligente stratagemma che permise ai Van Halen di capire se il contratto era stato letto con attenzione da parte degli organizzatori del concerto: una sorta di campanello d’allarme per tutta la troupe, un invito a controllare ogni singolo aspetto nell’allestimento dello stage al fine di evitare inconvenienti che potessero scalfire l’immagine della band, ma soprattutto provocare incidenti allo staff o al pubblico, tutte cose non gradite ai Van Halen.

David, intervistato a proposito, dichiarò che in quel periodo stavano cominciando a spostare i propri concerti verso la provincia americana, su palchi normalmente non calcati dalle grandi rockstar e quindi presumibilmente allestiti con molta meno attenzione. Dopo una serie di piccoli ma frequenti inconvenienti e qualche incidente evitato per fortuna, la band decise di introdurre questa postilla (nota come articolo 126 o “No Brown M&M’s clause”) nei propri contratti, dimostrando un’accorta strategia imprenditoriale imitata in quegli anni da molti altri artisti.

 

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Eddie Van Halen
Eddie Van Halen

Eddie Van Halen, sicuramente uno dei più grandi chitarristi rock degli ultimi 35 anni, interpretò l’assolo presente in Beat It, celeberrimo brano di Michael Jackson del 1983. Quincy Jones, agente e produttore di Jacko, nel contattarlo per richiederne la collaborazione, si sentì sbattere il telefono in faccia per ben due volte in quanto Eddie pensò che si trattasse di uno scherzo. Una volta combinato l’incontro Eddie si presentò in sala di registrazione di pessimo umore, chiese di eseguire una “take” di prova e nel riascoltare l’esecuzione si dimostrò notevolmente contrariato, di tutt’altro avviso il fonico che invece decise di utilizzarla per l’incisione definitiva del brano. Eddie Van Halen rifiutò perfino di essere pagato per la collaborazione e quando Jennifer Batten, storica chitarrista di Micheal Jackson, eseguì l’assolo in maniera impeccabile proprio in presenza di Eddie, questi le chiese cortesemente di ripeterglielo poichè non se lo ricordava assolutamente.

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