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Ozzy Osbourne, The Madman
Ozzy Osbourne, The Madman

La vita di John Michael Osbourne, più noto come Ozzy, si è distinta anche per le numerose leggende metropolitane che attorno al suo mito sono gravitate.

Fra queste quella probabilmente più famosa avvenne nel gennaio 1982. Nel bel mezzo di un live a Des Moines (nello stato dell’Iowa), uno spettatore gettò un pipistrello tramortito ma ancora vivo sul palco: The Madman lo raccolse e, probabilmente pensando che si trattasse di un giocattolo di gomma, gli staccò la testa a morsi.

Nei giorni a seguire si sparse la notizia della morte del cantante e furono organizzati i funerali, ai quali presenziarono oltre 10.000 fan; la funzione finì in concerto. Da questo lugubre episodio prese spunto la copertina di Speak of the Devil, uscito nello stesso anno, il primo disco live della sua acclamata carriera solista, che lo ritrae in copertina con la bocca insanguinata ed un pipistrello sopra la sua testa.

E sempre da questo fatto prese il titolo un tribute album dedicatogli nel 2000, chiamato Bat Head Soup (per l’appunto minestra di testa di pipistrello).

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Black Sabbath - Black Sabbath, 1970
Black Sabbath – Black Sabbath, 1970

Hanno sempre negato di essere satanisti ma il modo in cui questi quattro ragazzi di Birmingham si presentarono al pubblico nel 1970 li ha marchiati a fuoco con un’etichetta che dopo 40 anni ancor oggi sopravvive. Tony Iommi, Ozzy Osbourne, Bill Ward e Geezer Butler, devono il proprio nome ad un’intuizione di quest’ultimo che appasionato di horror e magia nera, si rese conto di come la gente fosse attratta dal tema dell’occulto.

Black Sabbath, brano d’apertura dell’album d’esordio, Black Sabbath, dell’omonimo gruppo, va a costituire formalmente una curiosa e macabra triade rafforzata in questi aspetti da un testo incentrato su un fantomatico “prescelto” che durante l’Apocalisse rimane completamente paralizzato davanti alla visione di satana, ma soprattutto dal riff di chitarra che riprende la “Triade del Diavolo”, un tritono molto famoso e universalmente conosciuto fin dai tempi del medioevo come “diabolus in musica”. Il giro di note (MI – FA# – DO) con cui Tony Iommi introduce il brano era considerato molto difficile da eseguire e per questo motivo si pensava che chi fosse stato capace di riprodurlo avrebbe potuto evocare il demonio. Oltre alla difficoltà tecnica che ne comporta l’esecuzione, l’alone satanico che l’avvolge è rafforzato dal fatto che il “diabolus in musica” rappresenta una delle più celebri illusioni uditive in quanto la ciclica ripetizione di due note fondamentali distanziate da un tritono (equivalente a mezza ottava), genera confusione anche nei musicisti più esperti poichè diventa impossibile determinare se la sequenza sia ascendente o discendente.

Black Sabbath riff
Black Sabbath riff
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