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Si tratta di uno dei siti archeologici più famosi e visitati al mondo, si trova a soli 45 km dal centro di Città del Messico, e vanta le rovine più grandi e sotto molti punti di vista più misteriose del Messico. I primi scavi partirono nel 1889 sotto la guida di Leopoldo Batres ma solo dal 1962 vennero utilizzati criteri più scientifici grazie al diretto interessamento dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia.

Teotihuacán - Vista dalla Piramide della Luna

Teotihuacán - Vista dalla Piramide della Luna (tratto da Wiki Commons)

La città incontrò il proprio periodo di massimo splendore durante l’età classica, dei Teotihuacani non si conosce tuttora le origini ma sicuramente furono un popolo votato alle attività artigianali e commerciali come ci appare evidenti dai resti della città stessa, priva di mura ma ricca di luoghi di aggregazione che lasciano presupporre una convivenza pacifica sebbene sottoposta ad una rigida gerarchia. Gli Aztechi molti secoli dopo il suo abbandono (avvenuto circa nel 750 d.C.), molto probabilmente in seguito ad un grande incendio, rinverdirono la fama di questa città innalzandola a luogo sacro costruito dagli dei e proprio da qui si diffuse il mito di Quetzalcòatl, il Serpente Piumato.
Il sito evidenzia ancora lo scheletro della città, costituito dal Viale dei Morti, ai lati del quale sono disposti ad intervalli regolari 23 tra palazzi e templi che rapportati all’imponenza delle piramidi del Sole e della Luna sono ben poca cosa, all’estremità meridionale del viale si trova una piazza che contiene la piramide di Quetzalcòatl.

Il mito: Teotihuacan significa “luogo dove nascono gli dei” e questo nome fu attribuito alla città dagli Aztechi in quanto essi credevano che alla fine dell’era precedente gli dei si fossero qui riuniti nell’oscurità per eleggere il nuovo dio sole che avrebbe illuminato il mondo. Uno di loro, Tecuciztecatl, si offrì per questo ruolo, ma gli altri dei lo costrinsero a confrontorsi con il più anziano e umile Nanahuatzin: venne eretta un’enorme pira sulla quale Nanahuatzin s’immolò senza esitazione umiliando l’arrogante Tecuciztecatl che fino a quel momento non aveva trovato il coraggio. Entrambi rinacquero, Nanahuatzin divenne il nuovo dio sole Tonatiuh, mentre Tecuciztecatl si trasformò nella luna. A quel punto però il sole nuovamente sorto rimaneva immobile sull’orizzonte a oriente e Tonatiuh, per mettersi in moto, chiese il sacrificio degli altri dei che accettarono di farsi strappare il cuore da Quetzalcòatl: così fortificato Tonatiuh divenne Nahui Ollin, il dio del movimento. Questa storia, presumibilmente di origine tolteca, veniva utilizzata dagli Aztechi a sostegno della loro religione sanguinaria sostenendo che, se per garantirsi il movimento del sole gli dei avevano accettato il sacrificio, a maggior ragione gli esseri umani dovevano seguirne l’esempio affinchè il sole si sentisse adeguatamente alimentato.

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Monte Alban - vista dalla Piattaforma Sud

Monte Alban - vista dalla Piattaforma Sud (tratto da Wiki Commons)

Monte Alban è sicuramente uno dei siti archeologici più emozionanti di tutto il Messico, si trova a ridosso di Oaxaca e dall’alto domina la valle in cui sorge questa città coloniale spagnola. Il centro cerimoniale di Monte Alban risale presumibilmente all’ 800 a. C. e fu edificato per opera di immigrati olmechi e una volta che ci si affaccia sulla piazza principale ci si rende conto dell’eccezionale realizzazione costruttiva: la montagna su cui sorge questo centro cerimoniale è stata spianata artificialmente per ricavare lo spazio per lo sferisterio, le tombe e altri edifici; poi, a partire dal 300 a. C., con l’arrivo degli zapotechi, sorsero piramidi, templi e nuove tombe, oltre ad alcune iscrizioni purtroppo non ancora decifrabili. Successivamente Monte Alban divenne territorio dei mixtechi che si limitarono a sfruttarne le tombe per i loro morti, fino all’arrivo degli aztechi, nel cui periodo questo luogo era ormai abbandonato a se stesso.

Il primo ad interessarsi da un punto di vista archeologico a Monte Alban fu Batres, a cui si deve il ritrovamento di una tomba mixteca intatta con tanto di corredo di gioielli e una maschera raffigurante il dio pipistrello, spesso identificato come messaggero di morte, conservata oggi al Museo di Antropologia di Mexico City.

Monte Alban - Esempio di Stele ritraente "un danzatore"

Monte Alban - I Danzatori (tratto da Wiki Commons)

Un elemento importante è costituito dal rinvenimento di una serie di bassorilievi ritraenti figure umane in vari atteggiamenti: queste sculture sono note come i “Danzatori”, poichè si pensava raffigurassero personaggi impegnati a ballare, al giorno d’oggi hanno assunto un ruolo connesso con la medicina. L’edificio in cui sono state rinvenute si pensa fosse stato un ospedale e le sculture non rappresentano altro che pazienti affetti da evidenti deformità o immagini legate alla fertilità.

L’architettura generale non è simmetrica presumibilmente a causa della presenza di ostacoli sul terreno, ma l’imprevedile saliscendi di scale interne ed esterne alternato a piattaforme ricorda il criterio costruttivo “talud-tablero” (talud significa piano inclinato, mentre tablero sta per elemento orrizzontale), tipico degli edifici di Teotihuacan.

Compatibilmente con la geologia del luogo il sito è molto raccolto ma si distinguono ugualmente alcuni blocchi di edifici: Piattaforma Sud, Piattaforma Nord, gruppo ovest con il palazzo dei Danzatori.

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Fu scoperta nel 1773 da frate Ordoñez, un canonico della cattedrale di Ciudad Real, in Chiapas, il quale decise di verificare le voci che parlavano di un’imponente città abbandonata avvolta nella foresta pluviale. Palenque si colloca nella pianura alluvionale del fiume Usumacinta, che oggi segna per un lungo tratto del suo corso il confine tra Messico e Guatemala. Fu inizialmente chiamata la “Grande Città dei Serpenti” in quanto la leggenda sosteneva che il popolo che la fondò proveniva da Atlantide e il suo uomo-guida, Votan, aveva come simbolo un serpente. La leggenda di Votan lo identifica come un navigatore fenicio originario di Valum Chivim, probabilmente la città fenicia di Tripoli, e conoscitore di una città in cui era stato edificato un tempio che si diceva sfiorasse il cielo e destinato a portare a una confusione tra le lingue; l’accostamento con Babilonia e la Torre di Babele è molto affascinante e se pensiamo alle ziqqurat mesopotamiche si possono trovare molte analogie con le piramidi a gradini sormontate da templi che si trovano a Palenque. I primi lavori di disboscamento furono affidati a squadre di indigeni coordinate da Don Antonio del Rio, capitano d’artiglieria, il cui lavoro permise il rinvenimento di gran parte degli edifici visibili ancora oggi e ciò scatenò l’interesse di molti archeologi-avventurieri europei che cominciarono a studiare le rovine e le loro incisioni. I primi che si dedicarono alla misurazione delle rovine di Palenque furono l’americano John Stephens e l’inglese Frederick Catherwood, i quali infine pubblicarono il risultato del loro rilievo topografico in un libro ricco di immagini chiamato Incidents of Travel in Central America, Chiapas and Yucatàn, che come si può dedurre dal titolo prende in considerazione altre città maya tra cui Copàn e Uxmal. Questo lavoro non poteva essere sufficiente ad attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica su queste scoperte archeologiche in quanto per comprendre a fondo il significato di queste costruzioni era necessario comprendere il significato delle iscrizioni, era necessario decifrare il codice del linguaggio maya.

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Ci spiace, ma questo articolo è disponibile soltanto in English.

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