Articoli marcati con tag ‘industrial’

Human Antithesis

Human Antithesis

Se l’apocalisse dei giorni nostri potesse identificarsi in una colonna sonora non avrei dubbi nello scritturare i Void Of Silence per la sua composizione, anzi prenderei direttamente Human Antithesis, e ci ricamerei sopra la mia personalissima pellicola di distruzione.

Leggo sul foglietto di presentazione della partecipazione di Alan Nemtheanga come vocalist, e la presenza dell’irlandese dei Primordial in questo terzo lavoro del duo romano, non può che farmi enormemente piacere, conoscendo quanto siano presenti nelle sue prestazioni rabbia, sofferenza e passione.

E sono gli stessi ingredienti che potrete trovare nei 60 minuti di questo preziosissimo disco. I Void Of Silence sono oramai abili a mescolare con personalità e originalità le atmosfere cupe, quasi post-belliche, i passaggi atmosferici e doom (degni dei maestri My Dying Bride e Unholy), e le cadenze marziali black-industrial (in alcuni momenti mi sembra di ritornare all’ascolto dei cari e indimenticati Thorns).

Al bando comunque facili parole o banali paragoni: vi consiglio di buttarvi a capofitto in questo lavoro maniacale, impressionante e ricco di sfumature. Se non volete solleticarvi la mente o dedicarvi ad un ascolto approfondito e personalizzato, lasciate perdere i V.O.S., ma se la vostra insanità ha fame di suoni disturbanti e unici, fate come me: dedicate un oretta al vostro grigio pomeriggio, e disegnate la vostra personale pellicola di distruzione e oblio, e divorate questo album, sospesi…  senza tempo. Grandiosi.

Share
Mourmansk 150 - "Triumphant Over Your Remains"
Mourmansk 150 – “Triumphant Over Your Remains”

Progetto francese dedito ad un industrial/power/noise senza compromessi, corrosivo e aggressivo sotto ogni punto di vista, sfornano questo Triumphant Over Your Remains per la nostrana Eibon, e vogliono subito farci capire quanto il loro nichilismo abrasivo possa inchiodare con le spalle al muro.

Monicker curioso questo dei francesi (attivi da una quindicina di anni in ambito ultra-sotterraneo) che rimanda ad una regione dell’ex-Unione Sovietica; Murmansk città eroina per la resistenza ma grande deposito di ordigni nucleari vecchi e nuovi, nonché regno oscuro di affari poco chiari, e che tali sembrano voler rimanere.Il giudizio sul disco è interlocutorio per il semplice fatto che gli amanti del rumore inteso come continuo flusso disturbante e di voci sentenzianti e corrosive, potranno trovare pane per il loro disagio psicologico perché questi Mourmansk superano la prova del genere sopracitato a pienissimi voti. Chi ha letto in queste righe elementi che rimandano al proprio genere lo avrà già fatto suo, gli altri se ne staranno tranquillamente e volutamente alla larga.

Volutamente cinico, cattivo e inquinato, quasi intriso di quelle stesse scorie radioattive che giacciono in molte zone (Murmansk soprattutto) da tantissimi anni, quasi come fosse una presa di posizione.

Che il suono assassino possa elevarsi a riflessiva denuncia?

Share

 

FIRST HUMAN FERRO feat. KENJI SIRATORI - "Adamnation"
FIRST HUMAN FERRO feat. KENJI SIRATORI – “Adamnation”

Straniante, violento, sulfureo. Esperienza unica e disturbante ed un altro colpo messo a segno dalla nostrana Eibon Records, con l’ennesimo disco di qualità sopraffina e sublime.

First Human Ferro è un progetto ambient del russo Olegh Kolyada, che in questa prova si avvale della collaborazione di altri artisti come il compositore di musica classica contemporanea, l’ucraino Mykhayil A. Shukh, di due voci femminili nelle parti cantate (Lyudmyla Voinarovska e Iryna Prudnikova, soprano), ma soprattutto di quella preziosa e riuscitissima di Kenji Siratori, scrittore giapponese cyber-punk.

Come sempre è difficilissimo parlare di dischi come questo, soprattutto limitante il dark/ambient come etichetta a questo prodotto, perché qui la capacità di osare è davvero degna di una esplorazione infinita. La sperimentazione ambient è cupa e distorta e spesso sfocia in parti power-noise, per poi sprofondare di nuovo in un labirinto industriale senza via di uscita. La calma rassicurante delle voci liriche sono gli unici bagliori di illusoria luce, prima di essere avvolti dal fumo denso delle allucinazioni deliranti di distorti canti gregoriani.

La prosa disturbata di Siratori che, a sorpresa, fa capolino quando meno te lo aspetti non fa altro che disorientarci e catapultarci in un mondo che sta perfettamente in bilico tra ambientazioni post-atomiche, deliri cyber e visioni industriali.

In un genere sovraffollato di proposte ancora una volta la Eibon ci regala la possibilità di conoscere un altra delle sue creature dalle potenzialità immense, sempre se avrete il sangue sufficientemente freddo per spegnere le luci della vostra stanza, mettervi in cuffia, e lasciare che la vostra mente materializzi la potenza sotterranea e letale di Adamnation.

Chi avrà coraggio non avrà di che pentirsene.

 

vedi anche:

www.myspace.com/firsthumanferro
www.eibonrecords.com

Share