Articoli marcati con tag ‘ambient’

Human Antithesis

Human Antithesis

Se l’apocalisse dei giorni nostri potesse identificarsi in una colonna sonora non avrei dubbi nello scritturare i Void Of Silence per la sua composizione, anzi prenderei direttamente Human Antithesis, e ci ricamerei sopra la mia personalissima pellicola di distruzione.

Leggo sul foglietto di presentazione della partecipazione di Alan Nemtheanga come vocalist, e la presenza dell’irlandese dei Primordial in questo terzo lavoro del duo romano, non può che farmi enormemente piacere, conoscendo quanto siano presenti nelle sue prestazioni rabbia, sofferenza e passione.

E sono gli stessi ingredienti che potrete trovare nei 60 minuti di questo preziosissimo disco. I Void Of Silence sono oramai abili a mescolare con personalità e originalità le atmosfere cupe, quasi post-belliche, i passaggi atmosferici e doom (degni dei maestri My Dying Bride e Unholy), e le cadenze marziali black-industrial (in alcuni momenti mi sembra di ritornare all’ascolto dei cari e indimenticati Thorns).

Al bando comunque facili parole o banali paragoni: vi consiglio di buttarvi a capofitto in questo lavoro maniacale, impressionante e ricco di sfumature. Se non volete solleticarvi la mente o dedicarvi ad un ascolto approfondito e personalizzato, lasciate perdere i V.O.S., ma se la vostra insanità ha fame di suoni disturbanti e unici, fate come me: dedicate un oretta al vostro grigio pomeriggio, e disegnate la vostra personale pellicola di distruzione e oblio, e divorate questo album, sospesi…  senza tempo. Grandiosi.

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Bastia Centauri - Teratogenesis
Bastia Centauri – Teratogenesis

La Eibon ci ha dunque preso gusto: ecco qui un altro progetto dark-ambient. Certo qui siamo lontano dagli echi nichilist-industrial degli apocalittici First Human Ferro; con i Bestia Centauri ci troviamo di fronte ad un ambient d’avanguardia talmente spinto da rasentare il surrealismo.

Oltre 60 minuti di viaggio attraverso sensazioni spaziali in sospeso che sembrano non trovare mai pace, come il flusso continuo della manipolazione sonora, liquida e disturbante. Continui mondi che si aprono e si chiudono, portali che si spalancano davanti ai nostri sensi increduli, galassie in continua mutazione che sembrano ingoiare qualunque residuo osi volteggiare nelle loro vicinanze.

Teratogenesis è un ombra minacciosa e letale, pronta a risucchiarvi appena le voltate le spalle; questa sensazione di immersione non abbandona mai, come una tortura inflittaci dal più spietato e paziente degli aguzzini.

Qui c’è tanto pane per i denti di chi ama le sperimentazioni più spinte e d’avanguardia, per chi ha voglia di lasciarsi invischiare nel liquido denso e minaccioso partorito dalla creatura Bestia Centauri.

Per chi non si lascia spaventare dall’estrema bizzarria sonora che inesorabilmente può trasformarsi in incubo.

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FIRST HUMAN FERRO feat. KENJI SIRATORI - "Adamnation"
FIRST HUMAN FERRO feat. KENJI SIRATORI – “Adamnation”

Straniante, violento, sulfureo. Esperienza unica e disturbante ed un altro colpo messo a segno dalla nostrana Eibon Records, con l’ennesimo disco di qualità sopraffina e sublime.

First Human Ferro è un progetto ambient del russo Olegh Kolyada, che in questa prova si avvale della collaborazione di altri artisti come il compositore di musica classica contemporanea, l’ucraino Mykhayil A. Shukh, di due voci femminili nelle parti cantate (Lyudmyla Voinarovska e Iryna Prudnikova, soprano), ma soprattutto di quella preziosa e riuscitissima di Kenji Siratori, scrittore giapponese cyber-punk.

Come sempre è difficilissimo parlare di dischi come questo, soprattutto limitante il dark/ambient come etichetta a questo prodotto, perché qui la capacità di osare è davvero degna di una esplorazione infinita. La sperimentazione ambient è cupa e distorta e spesso sfocia in parti power-noise, per poi sprofondare di nuovo in un labirinto industriale senza via di uscita. La calma rassicurante delle voci liriche sono gli unici bagliori di illusoria luce, prima di essere avvolti dal fumo denso delle allucinazioni deliranti di distorti canti gregoriani.

La prosa disturbata di Siratori che, a sorpresa, fa capolino quando meno te lo aspetti non fa altro che disorientarci e catapultarci in un mondo che sta perfettamente in bilico tra ambientazioni post-atomiche, deliri cyber e visioni industriali.

In un genere sovraffollato di proposte ancora una volta la Eibon ci regala la possibilità di conoscere un altra delle sue creature dalle potenzialità immense, sempre se avrete il sangue sufficientemente freddo per spegnere le luci della vostra stanza, mettervi in cuffia, e lasciare che la vostra mente materializzi la potenza sotterranea e letale di Adamnation.

Chi avrà coraggio non avrà di che pentirsene.

 

vedi anche:

www.myspace.com/firsthumanferro
www.eibonrecords.com

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