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U2 - Sunday Bloody Sunday
U2 – Sunday Bloody Sunday

Il 30 gennaio 1972, Paul Hewson (in arte Bono Vox) aveva appena 11 anni ma il ricordo di quella domenica a Derry, Irlanda del Nord, a distanza di 10 anni rimane ancora molto vivo nella sua memoria e di quella degli altri componenti della sua band. Il testo di Sunday Bloody Sunday riprende la follia di quella vicenda che vide 14 manifestanti disarmati soccombere sotto i colpi d’arma da fuoco provenienti dal 1º Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico, che in quel periodo di elevata tensione assediava la verde isola.

Il misfatto ebbe una grande eco nel mondo della musica, a distanza di pochi mesi Paul McCartney pubblicò il singolo “Give Ireland Back to the Irish” che venne censurata nel Regno Unito, mentre John Lennon scrisse “Sunday Bloody Sunday” a sostegno del governo irlandese. Se questi due esempi ricalcano esattamente i canoni della canzone di protesta, il brano degli U2 incarna una lunga riflessione sui fatti del 1972: successivamente alla prima stesura da parte di The Edge, il testo fu rivisto più volte affinchè non risultasse troppo di parte ed il messaggio di disperazione e speranza contenuto nel verso “How long, how long must we sing this song?” (ovvero “per quanto tempo dovremo cantare questa canzone?”), sintetizza il disappunto della band nei confronti della violenza e dell’odio che dividono le persone in nome di un simbolo di pace e fratellanza come Cristo.

Nella sua stesura definitiva venne presentata a Belfast nel dicembre 1982: davanti a circa 3000 fans Bono la introdusse così: “Si chiama Sunday Bloody Sunday, parla di noi, dell’Irlanda. Ma se non piacerà a voi, non la suoneremo mai più.” L’ovazione del pubblico convinse la band a pubblicarla come brano d’apertura dell’album War nel marzo 1983 e successivamente nel mini-LP live “Under A Blood Red Sky” nel dicembre dello stesso anno, ma nonostante questo le perplessità su come la canzone fosse recepita rimasero per lungo tempo tanto che per tutto il War Tour, per sottolineare il carattere pacifista ed imparziale del brano, Bono la introdusse al pubblico con queste ormai celebri parole: “This song is not a rebel song, this song is ‘Sunday Bloody Sunday’” (questa non è una canzone di protesta, questa è “Sunday Bloody Sunday”).

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Eddie Van Halen
Eddie Van Halen

Eddie Van Halen, sicuramente uno dei più grandi chitarristi rock degli ultimi 35 anni, interpretò l’assolo presente in Beat It, celeberrimo brano di Michael Jackson del 1983. Quincy Jones, agente e produttore di Jacko, nel contattarlo per richiederne la collaborazione, si sentì sbattere il telefono in faccia per ben due volte in quanto Eddie pensò che si trattasse di uno scherzo. Una volta combinato l’incontro Eddie si presentò in sala di registrazione di pessimo umore, chiese di eseguire una “take” di prova e nel riascoltare l’esecuzione si dimostrò notevolmente contrariato, di tutt’altro avviso il fonico che invece decise di utilizzarla per l’incisione definitiva del brano. Eddie Van Halen rifiutò perfino di essere pagato per la collaborazione e quando Jennifer Batten, storica chitarrista di Micheal Jackson, eseguì l’assolo in maniera impeccabile proprio in presenza di Eddie, questi le chiese cortesemente di ripeterglielo poichè non se lo ricordava assolutamente.

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