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		<title>Ai tempi di &#8220;Cop Killer&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Aug 2011 22:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clivo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella primavera del 1992 il gruppo metal rap Body Count uscì con l'album omonimo contenente il brano "Cop Killer", scritto nel 1990 dal cantante Ice T e musicato dal chitarrista Ernie C, ispirandosi al celebre pezzo dei  Talking Heads, Psycho Killer.]]></description>
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<dl id="" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/Cop-Killer.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1677" title="Body Count" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/Cop-Killer-150x150.jpg" alt="Body Count" width="150" height="150" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Body Count</dd>
</dl>
<p>Fatti di cronaca e film di Spike Lee ci hanno insegnato che tra polizia e certe frange di popolazione di colore non è mai corso buon sangue, vuoi perchè la prima è sempre stata vista come il braccio armato della componente bianca che continua ad opprimere i neri, vuoi perchè la seconda ha spesso colpevolmente mancato di sfruttare i diritti ottenuti col sangue dalle precedenti generazioni, preferendo rimanere isolata nel nome ma non nel rispetto di quelle battaglie.</p>
<p>L&#8217;inizio degli anni 90 vide esplodere questa tensione e l&#8217;elemento scatenante fu ciò che avvenne in seguito all&#8217;arresto di <strong>Rodney King</strong>, un americano di colore che il 3 marzo 1991 fu fermato dal LAPD di Los Angeles per eccesso di velocità in seguito al rifiuto di accostare intimatogli da una pattuglia. King resistette all&#8217;arresto e subì un pestaggio da parte di 4 poliziotti che venne casualmente ripreso da un passante e assunto come prova principale nel successivo processo ai danni degli agenti accusati di brutalità. King ne uscì con le ossa rotte ma sopravvisse.</p>
<p>L&#8217;anno seguente, un primo verdetto impensabile assolse i 4 agenti: lo stesso <strong>presidente Bush</strong> dichiarò che gli risultava difficile associare la sentenza alle immagini dell&#8217;accaduto. La rappresaglia della comunità nera di <strong>Los Angeles</strong> fu devastante: per tre giorni la città fu messa a ferro e fuoco, morirono 53 persone, i feriti furono più di 2000, solo un appello alla non violenza in diretta TV per bocca del malconcio Rodney King riuscì a riportare gradualmente la calma.</p>
<dl id="" class="wp-caption alignright" style="width: 197px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/rodney_king_beating2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1678 " title="Rodney King Beating" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/rodney_king_beating2-187x300.jpg" alt="Rodney King Beating" width="187" height="300" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Rodney King Beating</dd>
</dl>
<p>Nella primavera del 1992 il gruppo metal rap <strong>Body Count</strong> uscì con l&#8217;album omonimo contenente il brano <strong>&#8220;Cop Killer&#8221;</strong>, scritto nel 1990 dal cantante Ice T e musicato dal chitarrista Ernie C, ispirandosi al celebre pezzo dei  Talking Heads, Psycho Killer. Il largo seguito della band tra le minoranze di colore e la concomitanza degli eventi finirono per sbattere i Body Count sul banco degli imputati: l&#8217;opinione pubblica era scandalizzata dal testo del brano, perfino la Casa Bianca, soprattutto per bocca del vice presidente Dan Quayle, intervenne per indurre la <strong>Warner Bros. Records</strong> a ritirare l&#8217;album. Molte associazioni legate alle forze dell&#8217;ordine si schierarono contro la casa editrice e gli esercizi che vendevano il disco incriminato minacciando di boicottare eventuali richieste d&#8217;aiuto qualora Cop Killer non fosse stato rimosso dagli scaffali.</p>
<p><strong>Ice T</strong> sostenne che il testo riportava il pensiero di un personaggio immaginario e che lui semplicemente lo interpretava in prima persona. Ammise di aver avuto talvolta dei &#8220;pensieri ostili&#8221; nei confronti delle forze dell&#8217;ordine, ma di non aver mai tentato di dare sfogo a tali istinti. Una parte dell&#8217;opinione pubblica, tra cui il National Black Police Association, si schierò con i Body Count in nome della libertà di espressione sancita dal Primo Emendamento: il mondo della musica già in passato si era manifestato in maniera ostile verso i &#8220;custodi dell&#8217;ordine e della giustizia&#8221;, come nel caso di &#8220;I Shot The Sheriff&#8221; riproposta anche da Eric Clapton, senza che si scatenasse questo pandemonio.</p>
<dl id="" class="wp-caption alignleft" style="width: 93px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/icet-law-order.jpg"><img class="size-medium wp-image-1684  " title="Ice T - Law &amp; Order" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/icet-law-order-230x300.jpg" alt="Ice T - Law &amp; Order" width="83" height="108" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Ice T &#8211; Law &amp; Order</dd>
</dl>
<p>Nel luglio del 1992, quando ormai le polemiche avevano sovrastato il clamore e l&#8217;apprezzamento per il brano, Ice T, in accordo con la band e la Warner Bros, decise di ritirare l&#8217;album e ripubblicarlo privo della traccia incriminata che avrebbe dovuto uscire da sola, come singolo. In realtà la band lasciò l&#8217;etichetta e l&#8217;unica riproposizione di Cop Killer è del 2005, in <strong>&#8220;Body Cont: Live in LA&#8221;</strong>.</p>
<p>Sebbene siano passati quasi 20 anni l&#8217;eco di quel periodo non tende a scemare e la curiosità di altre band e di molti fan, anche i più giovani, è rivolta a quella canzone, che aveva sì l&#8217;energia di un gruppo emergente, ma che si trovò ad essere maledettamente attuale suo malgrado: in una recente intervista <strong>Ernie C</strong> la definisce come una classica cosa senza mezze misure, che si ama o che si odia. Pensate che Ice T adesso fa lo sbirro in Law &amp; Order.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pterodattilo.com%2Fwordpress%2F2011%2F08%2F22%2Fnozionista%2Fcop-killer%2F&amp;title=Ai%20tempi%20di%20%E2%80%9CCop%20Killer%E2%80%9D" id="wpa2a_2" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.addtoany.com/share_save_url=http_3A_2F_2Fwww.pterodattilo.com_2Fwordpress_2F2011_2F08_2F22_2Fnozionista_2Fcop-killer_2F_amp_title=Ai_20tempi_20di_20_E2_80_9CCop_20Killer_E2_80_9D?referer=');"><img src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Niente M&amp;M&#8217;s marroni !!</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 15:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clivo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Van Halen]]></category>

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		<description><![CDATA[David e gli altri componenti della band si accorsero che nella ciotola c'erano anche delle M&#038;M's marroni contrariamente a quanto previsto nel contratto: inveirono contro l'organizzazione e sfasciarono il camerino. ]]></description>
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<dl id="" class="wp-caption alignleft" style="width: 159px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/brown-MMs.jpeg"><img class="size-full wp-image-1664" title="No Brown M&amp;M's" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/brown-MMs.jpeg" alt="No Brown M&amp;M's" width="149" height="138" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">No Brown M&amp;M&#8217;s</dd>
</dl>
<p>Eccessi e stravaganza sono sempre andate a braccetto nel mondo del rock: spesso dietro a testi duri e look trasgressivi si nascondono primedonne scaramantiche e viziate disposte a scenate isteriche qualora ne vengano disattese anche le più banali aspettative.</p>
<p>Proprio su questa lunghezza d&#8217;onda, venne percepita la volontà, da parte della band americana hard-rock dei <strong>Van Halen</strong>, di inserire una curiosa clausola nella parte tecnica del contratto che legava il gruppo alla locale organizzazione dei concerti: in una nota si prevedeva la presenza nel backstage di una grossa ciotola contenente M&amp;M&#8217;s di tutti i colori tranne il marrone: un eventuale inadempimento da parte dell&#8217;organizzazione avrebbe messo la band nelle condizioni di poter decidere se cancellare o meno lo show pur mantenendo il compenso pattuito.</p>
<p>Il punto di non ritorno fu il concerto che avrebbe dovuto tenersi il 30 marzo 1980 alla Colorado State University, Pueblo, CO. Il palco non resse il peso dell&#8217;attrezzatura provocando $85000 di danni al pavimento della palestra. <strong>David Lee Roth</strong> e gli altri componenti della band si accorsero che nella ciotola c&#8217;erano anche delle <strong>M&amp;M&#8217;s marroni</strong> contrariamente a quanto previsto nel contratto: inveirono contro l&#8217;organizzazione e sfasciarono il camerino.</p>
<dl id="" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/VanHalenTicketsmall.jpg"><img class="size-medium wp-image-1666 " title="Pueblo Concert Ticket" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/VanHalenTicketsmall-300x87.jpg" alt="Pueblo Concert Ticket" width="300" height="87" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Pueblo Concert Ticket</dd>
</dl>
<p>Quella che a prima vista può apparire come una delle tante frivolezze degli anni 80 in realtà si dimostrò un&#8217;intelligente stratagemma che permise ai Van Halen di capire se il <a title="The Rider" href="http://www.thesmokinggun.com/file/van-halens-legendary-mms-rider" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.thesmokinggun.com/file/van-halens-legendary-mms-rider?referer=');">contratto</a> era stato letto con attenzione da parte degli organizzatori del concerto: una sorta di campanello d&#8217;allarme per tutta la troupe, un invito a controllare ogni singolo aspetto nell&#8217;allestimento dello stage al fine di evitare inconvenienti che potessero scalfire l&#8217;immagine della band, ma soprattutto provocare incidenti allo staff o al pubblico, tutte cose non gradite ai Van Halen.</p>
<p>David, intervistato a proposito, dichiarò che in quel periodo stavano cominciando a spostare i propri concerti verso la provincia americana, su palchi normalmente non calcati dalle grandi rockstar e quindi presumibilmente allestiti con molta meno attenzione. Dopo una serie di piccoli ma frequenti inconvenienti e qualche incidente evitato per fortuna, la band decise di introdurre questa postilla (nota come articolo 126 o <strong>&#8220;No Brown M&amp;M&#8217;s clause&#8221;</strong>) nei propri contratti, dimostrando un&#8217;accorta strategia imprenditoriale imitata in quegli anni da molti altri artisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pterodattilo.com%2Fwordpress%2F2011%2F08%2F18%2Fnozionista%2Fniente-mms-marroni%2F&amp;title=Niente%20M%26M%E2%80%99s%20marroni%20%21%21" id="wpa2a_4" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.addtoany.com/share_save_url=http_3A_2F_2Fwww.pterodattilo.com_2Fwordpress_2F2011_2F08_2F18_2Fnozionista_2Fniente-mms-marroni_2F_amp_title=Niente_20M_26M_E2_80_99s_20marroni_20_21_21?referer=');"><img src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il lato umano della Pantera</title>
		<link>http://www.pterodattilo.com/wordpress/2011/08/10/nozionista/il-lato-umano-della-pantera/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 12:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clivo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Music Chips]]></category>
		<category><![CDATA[Dimebag]]></category>
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		<description><![CDATA[Le cause che indussero il 25enne Nathan Gale a presentarsi armato al concerto dei Damageplan l' 8 dicembre 2004 sul palco di Alrosa Villa, Columbus, Ohio, sono riconducibili ad una schizofrenia paranoide che lo affliggeva ormai da anni: ]]></description>
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<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/dimebag_darrell.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1648" title="Dimebag Darrell" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/dimebag_darrell-150x150.jpg" alt="Dimebag Darrell" width="150" height="150" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Dimebag Darrell</dd>
</dl>
<p>Le cause che indussero il 25enne Nathan Gale a presentarsi armato al concerto dei Damageplan l&#8217; 8 dicembre 2004 sul palco di Alrosa Villa, Columbus, Ohio, sono riconducibili ad una schizofrenia paranoide che lo affliggeva ormai da anni: la passione ossessiva verso la musica dei Pantera lo portò ad essere convinto di essere frequentato regolarmente dai membri della band e le divergenze che portarono allo scioglimento del gruppo furono probabilmente un elemento scatenante di quella follia omicida.</p>
<dl id="" class="wp-caption alignright" style="width: 80px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/bumblebee.jpg"><img class="size-medium wp-image-1646 " title="bumblebee guitar" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/bumblebee-100x300.jpg" alt="bumblebee guitar" width="70" height="210" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">bumblebee guitar</dd>
</dl>
<p>Quella sera ad Alrosa Villa Nathan raggiunge il palco da un ingresso di servizio, fredda Dime con tre colpi per poi rivolgere l&#8217;arma verso chi cercava di fermarlo: trovano la morte anche Jeff &#8220;Mayhem&#8221; Thompson, capo della sicurezza della band che prova ad intercettare Gale dopo i primi colpi, Erin Halk, dipendente del club, che tenta inutilmente di immobilizzare l&#8217;aggressore mentre ricarica l&#8217;arma, e Nathan Bray, membro del pubblico, mentre tenta di rianimare Dimebag. John &#8220;Kat&#8221; Brooks, tecnico delle percussioni viene ferito e preso in ostaggio, nel tentativo di Gale di farsi strada tra la folla, finchè l&#8217;agente Niggemeyer lo coglie alle spalle esplodendogli un colpo direttamente sul volto con un fucile da caccia, mettendo fine a quella strage.</p>
<p>Spesso le rockstar, soprattutto se legate al mondo dell&#8217;heavy metal, tendono a coltivare un&#8217;immagine trasgressiva di sè, forse più per un&#8217;etichetta che per naturale indole. Dimebag Darrel, ex chitarrista e co-fondatore dei Pantera con il fratello batterista Vinnie Paul, sicuramente può essere annoverato come un&#8217;eccezione a questo clichet e la triste fine che lo vide protagonista sul palco di Alrosa Villa, suona come un&#8217;evidente ingiustizia nei confronti di chi, durante la sua lunga carriera attraverso glam, thrash e groove metal, aveva sempre rispettato i colleghi e soprattutto i fans.</p>
<dl id="" class="wp-caption alignleft" style="width: 185px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/kiss-kasket-e1312974993829.jpg"><img class="size-full wp-image-1647 " title="kiss kasket" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/kiss-kasket-e1312974993829.jpg" alt="kiss kasket" width="175" height="107" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">kiss kasket</dd>
</dl>
<p>Proprio queste doti umane, oltre che un indiscusso talento alle prese con le sei corde, radunarono per i funerali ad Arlington, Texas, molti fans ed influenti personaggi dell&#8217;heavy metal, tanto che alcuni parenti di Dimebag furono indotti dal servizio di sicurezza ad allontanarsi al fine di evitare eventuali esternazioni dei presenti.</p>
<p>Eddy Van Halen si esibì in un assolo con la sua Charvel a righe gialle e nere meglio conosciuta come &#8220;Bumblebee&#8221; (letteralmente &#8220;Calabrone&#8221;) e poi la depose nella bara di Dimebag che qualche tempo prima gli aveva chiesto se fosse stato possibile averne una copia. Gene Simmons soddisfò un altro specifico desiderio dell&#8217;illustre defunto che ancora in vita dichiarò di voler essere seppellito in un &#8220;Kiss kasket&#8221;, una bara col logo dei Kiss, probabilmente il più originale nella gamma dei gadgets commercializzati dalla band formatasi a New York nel 1973: non essendoci al momento esemplari disponibili in commercio, Simmons decise di cedere la propria alla famiglia di Dimebag specificando che quel gesto era rivolto a chi, &#8220;per qualche strana ragione, ha fondato le proprie radici rock &#8216;n&#8217; roll ascoltando la nostra musica&#8221;.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pterodattilo.com%2Fwordpress%2F2011%2F08%2F10%2Fnozionista%2Fil-lato-umano-della-pantera%2F&amp;title=Il%20lato%20umano%20della%20Pantera" id="wpa2a_6" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.addtoany.com/share_save_url=http_3A_2F_2Fwww.pterodattilo.com_2Fwordpress_2F2011_2F08_2F10_2Fnozionista_2Fil-lato-umano-della-pantera_2F_amp_title=Il_20lato_20umano_20della_20Pantera?referer=');"><img src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Istigazione al suicidio</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 10:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clivo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Music Chips]]></category>
		<category><![CDATA[80's]]></category>
		<category><![CDATA[heavy metal]]></category>
		<category><![CDATA[Judas Priest]]></category>

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		<description><![CDATA[La sera del 23 dicembre 1985, nei pressi della chiesa di  Sparks, Nevada, dopo una giornata passata a bere alcool e fumare marjuana con l'album Stained Class come sottofondo, Raymond Belknap, 18 anni, e James Vance, 20 anni, decidono di ]]></description>
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<dl id="" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/judas-priest-stained-class.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1627" title="Judas Priest - Stained Class" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/judas-priest-stained-class-150x150.jpg" alt="Judas Priest - Stained Class" width="150" height="150" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Judas Priest &#8211; Stained Class</dd>
</dl>
<p>L&#8217;accusa di ispirarsi al satanismo e di divulgare autentici o presunti messaggi distruttivi abilmente celati nei testi delle canzoni, è una costante che accomuna le più grandi band heavy metal a partire dai tempi dei Led Zeppelin, contribuendo ad accentuare l&#8217;alone nero che accompagna questo genere musicale. Ogni giudizio in merito è lecito ma molto probabilmente nessuno avrebbe pensato che si arrivasse a richiedere quello della corte del Nevada.</p>
<p>La sera del 23 dicembre 1985, nei pressi della chiesa di  Sparks, Nevada, dopo una giornata passata a bere alcool e fumare marjuana con l&#8217;album <strong>Stained Class</strong> come sottofondo, <strong>Raymond Belknap</strong>, 18 anni, e <strong>James Vance</strong>, 20 anni, decidono di metter fine alla loro vita sparandosi un colpo di fucile da caccia direttamente sul viso. Raymond muore sul colpo, James raccoglie l&#8217;arma ma nell&#8217;imitare l&#8217;amico non è altrettanto preciso: l&#8217;esplosione gli devasta il volto ma non lo uccide: se la cava con 140 punti di sutura e una lenta agonia che lo accompagna per 3 anni finchè non è un&#8217;overdose a stroncarlo definitivamente.<br />
Durante la degenza in ospedale successiva all&#8217;accaduto, Vance (<strong><a title="Jame Vance" href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/James-Vance.jpg" target="_blank">foto</a></strong>&#8230; per chi ha fegato), in una lettera alla madre, dichiarò che alcool e musica heavy metal come quella dei <strong>Judas Priest</strong> li avevano indotti a ricercare nella morte la risposta alla loro vita. In un&#8217;intervista successiva Vance disse che l&#8217;ascolto di quella musica aveva un effetto su di lui paragonabile alla pressione del pulsante di autodistruzione nel suo cervello.<br />
Dopo la morte di Vance le famiglie dei due ragazzi decidono di citare in giudizio la band e il 16 luglio del 1990 si apre un processo vero e proprio contro i Judas Priest, accusati di istigazione al suicidio: il pezzo incriminato è &#8220;<strong>Better by You, Better than Me</strong>&#8221; che secondo l&#8217;accusa contiene l&#8217;incitamento &#8220;Do it! Do it! Do it!&#8221; (Fallo!) percepibile ascoltando il brano al contrario. La difesa si appella al primo emendamento che garantisce la libertà di espressione, ma il giudice decreta questo principio non applicabile ai messaggi subliminali, quindi fa ricorso ad un perito, Anthony Pellicano, che certifica l&#8217;inesistenza, o comunque l&#8217;involontarietà, di questi messaggi e il 24 agosto di quello stesso anno i Judas Priest, e in un certo senso tutto l&#8217;heavy metal, vengono scagionati definitivamente dall&#8217;accusa infamante di istigazione al suicidio creando un precedente a cui si rifaranno altri artisti, come ad esempio Ozzy Osborne, chiamati in giudizio per motivi analoghi.<br />
Commentando a giochi fatti nel documentario del 1991 &#8220;<strong>Dream Deceivers: The Story Behind James Vance Vs. Judas Priest</strong>&#8220;, il cantante Rob Halford sottolineò che l&#8217;incitamento &#8220;Do it!&#8221; è di per se stesso assolutamente generico ed affermò di non aver comunque mai inserito messaggi nascosti all&#8217;interno delle canzoni dei Judas Priest, precisando che nel caso avesse voluto farlo molto probabilmente avrebbe optato per qualche slogan autopromozionale come ad esempio: &#8220;Comprate i nostri dischi!&#8221;.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pterodattilo.com%2Fwordpress%2F2011%2F08%2F06%2Fnozionista%2Fistigazione-al-suicidio%2F&amp;title=Istigazione%20al%20suicidio" id="wpa2a_8" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.addtoany.com/share_save_url=http_3A_2F_2Fwww.pterodattilo.com_2Fwordpress_2F2011_2F08_2F06_2Fnozionista_2Fistigazione-al-suicidio_2F_amp_title=Istigazione_20al_20suicidio?referer=');"><img src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Palco è Sacro!</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 18:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clivo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Music Chips]]></category>
		<category><![CDATA[60's]]></category>
		<category><![CDATA[Abbie Hoffman]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Townshend]]></category>
		<category><![CDATA[Woodstock]]></category>

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		<description><![CDATA[...Hoffman aveva violato la santità del palco, ossia il diritto della band di esprimersi al meglio senza distrazioni che esulano dalla performance puramente artistica.]]></description>
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<dt class="wp-caption-dt"> <a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/18-townshend-guitar-smash.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1603" title="Pete Townshend guitar smash" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/18-townshend-guitar-smash-150x150.jpg" alt="Pete Townshend guitar smash" width="150" height="150" /></a> </dt>
<dd class="wp-caption-dd">Pete Townshend guitar smash</dd>
</dl>
<p>La fine degli anni &#8217;60 fu un periodo di accesa protesta e fermento che culminò, musicalmente parlando, con il più grande evento live che la storia ricordi e cioè <strong>Woodstock</strong>, 1969.</p>
<p id="watch-headline-title"><strong>Abbie Hoffman</strong>, membro dei Chicago Seven, probabilmente durante quello show si sentì talmente a casa sua che durante una pausa tra <strong>Pinball Wizard</strong> e <strong>Do You Think It&#8217;s Alright?</strong> si sentì autorizzato a salire sul palco per manifestare il proprio disappunto nei confronti dell&#8217;incarcerazione (10 anni) di John Sinclair del Partito della Pantera Bianca, arrestato di aver dato due spinelli a due agenti in incognito. Ebbe giusto il tempo di impugnare il microfono e gridare: &#8220;Penso che questo sia un mucchio di merda mentre John Sinclair marcisce in prigione &#8230;&#8221;, quando <strong>Pete Townshend</strong>, chitarrista degli <strong>Who</strong>, lo aggredì colpendolo sulla schiena con la propria Gibson e lo allontanò con una manata sul volto dicendo: &#8220;Vaffanculo! Sparisci dal mio cazzo di palco&#8221;.</p>
<p>Il resto della band rimase attonita, quindi Pete riprese il microfono e pronunciò una tipica espressione di quel tempo: &#8220;I can dig it&#8221; (che potremmo tradurre con &#8220;Sono d&#8217;accordo&#8221;) ed intonò il brano successivo, ma probabilmente la cosa lo aveva innervosito oltre misura tanto che subito dopo, rivolto al pubblico, disse: &#8220;Il prossimo che sale sul palco lo ammazzo, va bene? Ridete pure, dico sul serio!&#8221;</p>
<p>Successivamente Pete dichiarò che Hoffman aveva violato la &#8220;santità del palco&#8221;, ossia il diritto della band di esprimersi al meglio senza distrazioni che esulano dalla performance puramente artistica. Townshend disse di condividere la protesta intonata da Hoffman, ma in quel momento era assolutamente prioritaria l&#8217;esibizione e pertanto avrebbe cacciato chiunque avesse interferito con lo show, indipendentemente da ciò che avesse avuto da dire. Hoffman minimizzò sull&#8217;accaduto definendolo un &#8220;non incidente&#8221; fortuito poichè a suo dire Townshend lo urtò involontariamente.</p>
<p>Purtroppo il tutto avvenne durante un cambio di pellicola e non esistono documentazioni filmate a testimonianza, ciò che resta è una traccia audio che gli Who stessi inclusero in <strong>Thirty Years of Maximum R&amp;B</strong> (Disco 2, Traccia 20, &#8220;Abbie Hoffman Incident&#8221;).</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=FfFA1xhnI5w&amp;feature=related" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=FfFA1xhnI5w_amp_feature=related&amp;referer=');">Ecco come andò</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pterodattilo.com%2Fwordpress%2F2011%2F06%2F19%2Fnozionista%2Fil-palco-%25c3%25a8-sacro%2F&amp;title=Il%20Palco%20%C3%A8%20Sacro%21" id="wpa2a_10" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.addtoany.com/share_save_url=http_3A_2F_2Fwww.pterodattilo.com_2Fwordpress_2F2011_2F06_2F19_2Fnozionista_2Fil-palco-_25c3_25a8-sacro_2F_amp_title=Il_20Palco_20_C3_A8_20Sacro_21?referer=');"><img src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>RUNES ORDER &#8220;The Hopeless Days&#8221;</title>
		<link>http://www.pterodattilo.com/wordpress/2011/06/11/mangiadischi/runes-order-the-hopeless-days/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 18:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nagash73</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Mangiadischi]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ una dimensione parallela, quella dei Runes Order, sospesa senza una precisa identità, armonica e negativa, dove l’elettronica domina ma non per questo sintetizza, svilisce o semplifica l’intero concept, anzi, ne traccia percorsi tortuosi ed angoscianti.]]></description>
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<p><div id="attachment_1562" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/runes-order-the-hopeless-day.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1562" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/runes-order-the-hopeless-day-150x150.jpg" alt="runes order - the hopeless day" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">runes order - the hopeless day</p></div></p>
<p>Una perla in ambito dark-cold-electronic questo <strong>The Hopeless Day</strong> dei <strong>Runes Order</strong>, alias <strong>Claudio Dondo</strong>, che in questo  esigente ed ambizioso capitolo della sua saga si avvale della preziosissima collaborazione di <strong>Trevor</strong> (<strong>Northgate</strong> e <strong>Camerata Mediolanense</strong>). Cavalcate elettroniche, tappeti analogici e cupe trame campionate a dovere con l’immancabile tocco cinematrografico, che trova giustificazione nella passione di Dondo stesso per il cinema cult-horror.</p>
<p>Nonostante sia presente in maniera massiccia, la tecnologia non sembra essere di questa esistenza; l’intero lavoro mi ha lasciato addosso uno strano senso di piacevole masochistica malinconia retrò, come un lungo e passato rimpianto che rifiuta il presente di questo mondo.</p>
<p>Il disco intero, quasi del tutto strumentale, disegna miriadi di origami e sfumature e ad ogni ascolto sembra mostrare uno strato diverso della sua pelle, che in maniera fiera e tenace resiste alle frustate che il tempo in cui stiamo vivendo le infierisce, senza pietà.</p>
<p>E’ una dimensione parallela, quella dei <strong>Runes Order</strong>, sospesa senza una precisa identità, armonica e negativa, dove l’elettronica domina ma non per questo sintetizza, svilisce o semplifica l’intero concept, anzi, ne traccia percorsi tortuosi ed angoscianti.</p>
<p>Ad ogni ascolto potreste trovarvi di fronte ad una strada dimenticata o mai esplorata, superficialmente tralasciata; come se un serial killer vi attendesse dietro all’angolo sul fondo della strada a vostra completa insaputa.</p>
<p>Presente anche <strong>After The Passing</strong>, cover dei <strong>Malombra</strong> interpretata magistralmente da <strong>Daniela Bedeski</strong> (anche lei membro dei Camerata), ennesimo gioiello presente in questo <strong>The Hopeless Days</strong> che condensa attorno a sè un&#8217;atmosfera fredda, horrorifica, retrò, nichilista, apocalittica… Arduo cercare di sintetizzare, ma affascinante provarci, come l’attesa di un nuovo rivelatore ascolto.</p>
<p>Fate vostra questa gemma, da ascoltare al buio, guardandovi le spalle.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pterodattilo.com%2Fwordpress%2F2011%2F06%2F11%2Fmangiadischi%2Frunes-order-the-hopeless-days%2F&amp;title=RUNES%20ORDER%20%E2%80%9CThe%20Hopeless%20Days%E2%80%9D" id="wpa2a_12" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.addtoany.com/share_save_url=http_3A_2F_2Fwww.pterodattilo.com_2Fwordpress_2F2011_2F06_2F11_2Fmangiadischi_2Frunes-order-the-hopeless-days_2F_amp_title=RUNES_20ORDER_20_E2_80_9CThe_20Hopeless_20Days_E2_80_9D?referer=');"><img src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>MY DYING BRIDE &#8220;Evinta&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 12:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nagash73</dc:creator>
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		<description><![CDATA[...ma una sorta di rivisitazione in chiave sinfonico-orchestrale di tutto quello che la band inglese ha concepito e partorito in questi 20 anni di attività...]]></description>
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<p><div id="attachment_1542" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/My-Dying-Bride-Evinta.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1542" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/My-Dying-Bride-Evinta-150x150.jpg" alt="My Dying Bride - Evinta" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">My Dying Bride - Evinta</p></div></p>
<p><strong>Evinta</strong> non è un nuovo album dei <strong>My Dying Bride,</strong> in quanto raccolta di nuove composizioni, ma una sorta di rivisitazione in chiave sinfonico-orchestrale di tutto quello che la band inglese ha concepito e partorito in questi 20 anni di attività.</p>
<p>Il risultato finale può essere però paragonabile a quello di un nuovo album: non più chitarre da atmosfere pesanti, claustrofobiche e doom, non più scream vocali, ma pianoforte, violini e tastiere ad accompagnare l’ascoltatore in un viaggio gotico e drammatico preso per mano dal vocalizzo teatrale e sentenziante di <strong>Aaron</strong>; la presenza di una voce femminile (la mezzosoprano francese <strong>Lucie Roche</strong>) non sembra rassicurare ma bensì proiettarci in una dimensione onirica fuori dal contesto musicale.</p>
<p>Qualcuno può leggere in tutto questo una mancanza di ispirazione della band, ma l’esperimento almeno desta curiosità e il fascino e l&#8217;eleganza di alcune composizioni è innegabile.</p>
<p>Tagliato per titoli di coda di un tragico film gothic-noir, in alcuni momenti sembra avvicinarsi agli <strong>Elend</strong> meno sperimentali, in altre (in <strong>Of Lilies Bent With Tears</strong> soprattutto) agli <strong>Arcana</strong>, ma tutta la realizzazione merita di essere ascoltata fino in fondo nonostante il rischio di arrivare stremati sia ben evidente, così come la sensazione di una vanità fine a se stessa.</p>
<p><strong>The Distance, Busy With Shadows</strong> è uno degli episodi migliori di questo intenso e pretenzioso lavoro mentre la conclusiva <strong>A Hand Of Awful Rewards</strong> è un gioiello che lascia senza fiato e speranze, dove anche il meno sensibile di noi rischia di versare lacrime.</p>
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		<title>Un piano psichedelico</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 00:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nagash73</dc:creator>
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		<description><![CDATA[...e proprio mentre stava per portare a termine il proprio "piano psichedelico" venne intercettata da un addetto alla sicurezza, che la riconobbe e ...]]></description>
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<p><div id="attachment_1492" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Grace-Slick1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1492" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Grace-Slick1-150x150.jpg" alt="Grace Slick" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Grace Slick</p></div></p>
<p><strong>Grace Slick</strong>, vocalist dei mitici Jefferson Airplane, oltre ad essere stata una bellissima donna (per gli amanti del gossip accreditata tra gli altri di una classica &#8220;botta e via&#8221; nientepopodimeno che con Re Lucertola Jim Morrison in persona durante la congiunta tournèe europea del 1968),  verso la fine degli anni sessanta divenne, assieme a Janis Joplin, anche uno dei personaggi femminili più carismatici di quel periodo di contestazione conosciuto come &#8220;<strong>Summer of Love</strong>&#8220;.</p>
<p>I Jefferson Airplane furono tra i più attivi sostenitori del <strong>Carousel Ballroom,</strong> un centro musicale autogestito da comunità hippie in quegli anni in cui era risaputo il largo utilizzo, tra gli artisti e i musicisti, di LSD, la droga psichedelica per eccellenza.</p>
<p>Grace si distinse anche come autrice tanto che brani da lei scritti come <strong>White Rabbit, Somebody to Love, Wooden Ships, </strong>sono entrate di diritto a far parte della storia della musica restituendo un alone indelebile alla fame di diritti e libertà che spingeva il movimento Hippie in quegli anni di forti tensioni culturali a livello internazionale.</p>
<p>In questo clima tormentato, il 24 aprile 1970, in quanto ex compagna al Finch College di Trisha Nixon, figlia del presidente <strong>Norm Nixon</strong>, Grace si ritrovò invitata alla Casa Bianca per una festa di ex alunni figurando nella lista con il suo nome da nubile ed apparentemente anonimo: Grace Wing. Era un appuntamento al quale non poteva mancare: i <strong>Jefferson Airplane</strong> avevano appena rilasciato il singolo <strong>Mexico</strong> che criticava ferocemente la politica anti-droga del presidente ed il suo intento era quello di eludere la sicurezza e di sciogliere nella bevanda di Nixon un francobollo contenente 600 microgrammi di LSD che teneva in tasca.</p>
<p>Per l&#8217;occasione Grace chiese di essere accompagnata ad  <strong>Abbie Hoffman</strong>, membro dei &#8220;Chicago Seven&#8221;, famosi per essere stati accusati di cospirazione ed istigazione alla violenza in occasione della Democratic National Convention tenutasi proprio in Illinois nel 1968, il quale però venne riconosciuto e bloccato all&#8217;entrata in quanto presente nella lista nera del FBI. Grace invece, grazie al proprio vero nome con cui figurava tra gli invitati riuscì a superare la soglia d&#8217;entrata e proprio mentre stava per portare a termine il proprio &#8220;piano psichedelico&#8221; venne intercettata da un addetto alla sicurezza,<strong></strong> che la riconobbe e richiamò su di lei l&#8217;attenzione dello staff del presidente.</p>
<p>Successivamente Grace confessò che in quel momento si rese conto che i Jefferson Airplane facevano parte della lista nera del FBI e, in una intervista recente ha detto, con la sua solita ironia: &#8220;Peccato, un Nixon in acido avrebbe preso sicuramente qualche decisione intelligente&#8221;.</p>
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		<title>Plastic Fantastic Lover</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 15:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nagash73</dc:creator>
				<category><![CDATA[Music Chips]]></category>
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		<category><![CDATA[70's]]></category>
		<category><![CDATA[Doors]]></category>
		<category><![CDATA[Jim Morrison]]></category>
		<category><![CDATA[Ray Manzarek]]></category>

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		<description><![CDATA[In molti spesso dimenticano che i restanti componenti dei Doors erano tutti ottimi musicisti, in particolare Ray Manzarek, tastierista, bassista e anche ottimo cantante.]]></description>
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<p><div id="attachment_1494" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Ray-Manzarek.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1494" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Ray-Manzarek-150x150.jpg" alt="Ray Manzarek" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Ray Manzarek</p></div></p>
<p>&#8220;Un concerto dei Doors è un incontro pubblico convocato da noi per una particolare discussione drammatica. Quando ci esibiamo, siamo partecipi della creazione del mondo, e la celebriamo con la folla&#8221;.</p>
<p>Le parole di <strong>Jim Morrison</strong> spiegavano bene quello che la gente doveva aspettarsi da un concerto dei <strong>Doors</strong>, dove a guidarli e a tenerli per mano c&#8217;era lui, il Re Lucertola, il cantante-sciamano che con la sua elettricità e indiscusso carisma valeva da solo il prezzo del biglietto. Allo stesso tempo però i concerti della band erano all&#8217;insegna dell&#8217;imprevedibilità, dovuta proprio alle sfaccettature multiple della personalità di Morrison.</p>
<p>In molti spesso dimenticano che i restanti componenti della band erano tutti ottimi musicisti, in particolare <strong>Ray Manzarek</strong>, tastierista, bassista e anche ottimo cantante. La possibilità di mostrare a tutti il suo talento gliela offrì proprio Jim Morrison, ad Amsterdam in un concerto nel 1968.</p>
<p>Si stavano esibendo i <strong>Jefferson Airplane</strong> e, tra la gioia e lo stupore dei fans presenti, un <strong>Morrison</strong> evidentemente alterato apparve sul palco durante l&#8217;esibizione di <strong>Plastic Fantastic Lover</strong>: Jim iniziò a ballare sulle note della canzone e la band di San Francisco cominciò a suonare a ritmo sempre più vertiginoso seguendo il ballo indemoniato di Morrison finché lo stesso non cadde in stato di incoscienza ai piedi di Marty Balin.</p>
<p>Ovviamente non fu in grado di poter sostenere il concerto della sua band e Ray Manzarek, suo malgrado, dovette sostituirlo in tutte le canzoni, cavandosela peraltro in maniera egregia.</p>
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		<title>VOID OF SILENCE &#8220;Human Antithesis&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 18:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nagash73</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Mangiadischi]]></category>
		<category><![CDATA[ambient]]></category>
		<category><![CDATA[avantgarde]]></category>
		<category><![CDATA[doom]]></category>
		<category><![CDATA[industrial]]></category>
		<category><![CDATA[void of silence]]></category>

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		<description><![CDATA[I Void Of Silence sono oramai abili a mescolare con personalità e originalità atmosfere cupe (quasi post-belliche) passaggi atmosferic-doom e cadenze marziali black-industrial.]]></description>
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<p><div id="attachment_1487" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/182-96-large.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1487" src="http://www.pterodattilo.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/182-96-large-150x150.jpg" alt="Human Antithesis" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Human Antithesis</p></div></p>
<p>Se l’apocalisse dei giorni nostri potesse identificarsi in una colonna sonora non avrei dubbi nello scritturare i <strong>Void Of Silence</strong> per la sua composizione, anzi prenderei direttamente <strong>Human Antithesis</strong>, e ci ricamerei sopra la mia personalissima pellicola di distruzione.</p>
<p>Leggo sul foglietto di presentazione della partecipazione di <strong>Alan Nemtheanga</strong> come vocalist, e la presenza dell’irlandese dei <strong>Primordial</strong> in questo terzo lavoro del duo romano, non può che farmi enormemente piacere, conoscendo quanto siano presenti nelle sue prestazioni rabbia, sofferenza e passione.</p>
<p>E sono gli stessi ingredienti che potrete trovare nei 60 minuti di questo preziosissimo disco. I <strong>Void Of Silence</strong> sono oramai abili a mescolare con personalità e originalità le atmosfere cupe, quasi post-belliche, i passaggi atmosferici e doom (degni dei maestri <strong>My Dying Bride</strong> e <strong>Unholy</strong>), e le cadenze marziali black-industrial (in alcuni momenti mi sembra di ritornare all’ascolto dei cari e indimenticati <strong>Thorns</strong>).</p>
<p>Al bando comunque facili parole o banali paragoni: vi consiglio di buttarvi a capofitto in questo lavoro maniacale, impressionante e ricco di sfumature. Se non volete solleticarvi la mente o dedicarvi ad un ascolto approfondito e personalizzato, lasciate perdere i V.O.S., ma se la vostra insanità ha fame di suoni disturbanti e unici, fate come me: dedicate un oretta al vostro grigio pomeriggio, e disegnate la vostra personale pellicola di distruzione e oblio, e divorate questo album, sospesi…  senza tempo. Grandiosi.</p>
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