Ray Manzarek

Ray Manzarek

“Un concerto dei Doors è un incontro pubblico convocato da noi per una particolare discussione drammatica. Quando ci esibiamo, siamo partecipi della creazione del mondo, e la celebriamo con la folla”.

Le parole di Jim Morrison spiegavano bene quello che la gente doveva aspettarsi da un concerto dei Doors, dove a guidarli e a tenerli per mano c’era lui, il Re Lucertola, il cantante-sciamano che con la sua elettricità e indiscusso carisma valeva da solo il prezzo del biglietto. Allo stesso tempo però i concerti della band erano all’insegna dell’imprevedibilità, dovuta proprio alle sfaccettature multiple della personalità di Morrison.

In molti spesso dimenticano che i restanti componenti della band erano tutti ottimi musicisti, in particolare Ray Manzarek, tastierista, bassista e anche ottimo cantante. La possibilità di mostrare a tutti il suo talento gliela offrì proprio Jim Morrison, ad Amsterdam in un concerto nel 1968.

Si stavano esibendo i Jefferson Airplane e, tra la gioia e lo stupore dei fans presenti, un Morrison evidentemente alterato apparve sul palco durante l’esibizione di Plastic Fantastic Lover: Jim iniziò a ballare sulle note della canzone e la band di San Francisco cominciò a suonare a ritmo sempre più vertiginoso seguendo il ballo indemoniato di Morrison finché lo stesso non cadde in stato di incoscienza ai piedi di Marty Balin.

Ovviamente non fu in grado di poter sostenere il concerto della sua band e Ray Manzarek, suo malgrado, dovette sostituirlo in tutte le canzoni, cavandosela peraltro in maniera egregia.

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