Human Antithesis

Human Antithesis

Se l’apocalisse dei giorni nostri potesse identificarsi in una colonna sonora non avrei dubbi nello scritturare i Void Of Silence per la sua composizione, anzi prenderei direttamente Human Antithesis, e ci ricamerei sopra la mia personalissima pellicola di distruzione.

Leggo sul foglietto di presentazione della partecipazione di Alan Nemtheanga come vocalist, e la presenza dell’irlandese dei Primordial in questo terzo lavoro del duo romano, non può che farmi enormemente piacere, conoscendo quanto siano presenti nelle sue prestazioni rabbia, sofferenza e passione.

E sono gli stessi ingredienti che potrete trovare nei 60 minuti di questo preziosissimo disco. I Void Of Silence sono oramai abili a mescolare con personalità e originalità le atmosfere cupe, quasi post-belliche, i passaggi atmosferici e doom (degni dei maestri My Dying Bride e Unholy), e le cadenze marziali black-industrial (in alcuni momenti mi sembra di ritornare all’ascolto dei cari e indimenticati Thorns).

Al bando comunque facili parole o banali paragoni: vi consiglio di buttarvi a capofitto in questo lavoro maniacale, impressionante e ricco di sfumature. Se non volete solleticarvi la mente o dedicarvi ad un ascolto approfondito e personalizzato, lasciate perdere i V.O.S., ma se la vostra insanità ha fame di suoni disturbanti e unici, fate come me: dedicate un oretta al vostro grigio pomeriggio, e disegnate la vostra personale pellicola di distruzione e oblio, e divorate questo album, sospesi…  senza tempo. Grandiosi.

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